Pubblica Amministrazione e Social Network: consapevolezza e complessità a confronto

Un tempo esistevano i rapporti sociali. Poi questi sono stati digitalizzati e così sono nati i social network: piattaforme digitali costruite attorno alla umana esigenza di stringere relazioni, comunicare, scambiare idee e pensieri. Ma, anche, litigare, diffondere notizie fasulle, ingannare il prossimo. 

The Great Hack: social network e privacy

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Dopo un periodo di crescita inarrestabile, i social hanno affrontato profonde crisi legate ai temi della privacy e della sicurezza dei dati dei loro iscritti, arrivando a scandali legati alla vendita di questi dati o al loro uso non sempre cristallino. Ciò è avvenuto, per citare un episodio su tutti, con lo scandalo Cambridge Analytica, al quale Netflix ha recentemente dedicato il documentario “The Great Hack”.

Proprio a partire dai temi dei rischi sulla sicurezza dei propri dati e della centralità che i social network rivestono sempre più nelle nostre vite, abbiamo voluto proporre una riflessione, utile alle aziende private, ma anche e soprattutto alle Pubbliche Amministrazioni che, emanazione dello Stato, non possono esimersi dall’essere presenti sui social network nel rispetto dei dati e delle informazioni dei cittadini. 

Le Pubbliche Amministrazioni sui Social

Non è pensabile che nel 2019 una PA non sia presente laddove sono i cittadini: su Facebook e Instagram, su LinkedIn e WhatsApp, su Telegram e su chissà cosa altro nascerà nei prossimi cinque, dieci anni…
Ma con tutti questi rischi come possiamo regolarci?
Come sempre la risposta alle situazioni complesse non può che essere complessa e da parte nostra si riassume in quella parola tanto pesante, polisemica e preziosa: consapevolezza. 

Social: formarsi per comprenderli (e difendersi)

In materia di social network e social media, la nostra proposta formativa (corsi e workshop) per le Pubbliche Amministrazioni parte da una solida base di consapevolezza e si incentra attorno al duplice nucleo di opportunità e responsabilità, che non possono essere scisse. 

Durante gli incontri in aula (o presso l’ente interessato) si parla di strategie e di strumenti, ma anche di storia dei social network, con approfondimenti anche molto pratici volti a rendere i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni consapevoli del loro agire in strutture la cui complessità e profondità spesso trascende l’utilizzo di intrattenimento diffuso  nella vita privata, condividendo foto, pensieri, gif (e, purtroppo, talvolta anche fake news).

Il caso di una Università di Milano

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La nostra più recente esperienza ci ha visti in aula con i dipendenti di una storica Università di Milano.

I docenti di Web Atlas – Sapere Integrato – selezionati per parlare di “Social Media Marketing per la Pubblica Amministrazione” – si sono trovati di fronte ad un pubblico di persone motivate, ma molto eterogenee dal punto di vista delle conoscenze teorico-pratiche sui social network più diffusamente impiegati dalle PA per relazionarsi con i cittadini o, nel caso specifico, con gli studenti, con le loro famiglie, con i ricercatori e Direttori di Dipartimento, i docenti e tutte le altre figure che orbitano attorno ad una struttura vasta e complessa come quella di una grande Università.

 

Durante gli incontri del corso di formazione sui Social Media appositamente progettato sono cresciuti, di pari passo, la consapevolezza e l’entusiasmo:

  • la consapevolezza di come si muovano le informazioni, di quali siano i rapporti tra follower e Pagina e di quali confini reali esistano tra “privato” e “pubblico”
  • l’entusiasmo soprattutto quando si è lavorato alla produzione creativa di testi, video, e immagini che, pur parlando la “lingua dei social”, fossero comunque adeguati all’autorevolezza istituzionale dell’emittente (in questo caso, appunto, la Pubblica Amministrazione) ma al contempo semplici e accattivanti per il destinatario (personale interno, docenti, ma anche studenti e potenziali nuovi iscritti).

Il corso di Social Media per le Pubbliche Amministrazioni si è configurato in questo caso come un vero e proprio viaggio alla riconquista di una consapevolezza perduta

La consapevolezza di quelle cose che usiamo ogni giorno, che sempre più spesso hanno implicazioni profonde su rapporti umani e lavorativi e che, pure, ci sono così sconosciute: le reti sociali nell’era dei dispositivi mobili

Articolo correlato: la proposta formativa sui social per le Pubbliche Amministrazioni

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