Le novità di Casa Apple: Big Sur e il chip M1

Webinar sulle novità di casa Apple

 

Con un design innovativo, e un aggiornamento senza precedenti di Safari, sul finire del 2020 fa il debutto sulla scena informatica la 17ª versione del sistema operativo MacOS: Big Sur.

Come sempre Apple assegna un nome suggestivo al suo sistema operativo confermando il legame che l’azienda ha con gli Stati Uniti e in particolare con il “sunshine state”, la California. Big Sur infatti è un’area di 115 km della California centrale da sempre meta di turisti di mezzo mondo grazie alle sue coste elevatissime che sembrano scivolare direttamente dentro il Pacifico. La bellezza del Big Sur Californiano riesce a trovare eguali nel nuovo sistema operativo di Cupertino? Molti degli elementi dell’interfaccia di Big Sur sono stati effettivamente trasformati per apparire più eleganti e minimalisti. Apple ci ha abituato però a pensare che ciò che è bello fuori deve essere anche “bello dentro”. Quali quindi le novità più significative di questo sistema operativo?

Design e Funzionalità innovative di Big Sur

All’insegna dell’essenzialità, che si nota nel nuovo look delle app e nell’inedita dock, Big Sur ci promette di avere maggiore controllo delle nostre attività e soprattutto della nostra privacy. È infatti Safari ad essere il centro dell’attenzione di Apple sul fronte della cura dei dati dei suoi utenti; con un click si potrà infatti attivare un sistema anti-tracciamento intelligente e impedire di essere profilati mentre si naviga il web.

Ma i miglioramenti non si esauriscono solo su elementi intangibili (seppure importanti, come la nostra privacy): Big Sur ci promette un maggiore efficientamento dei consumi e prestazioni migliorate quando si tratta di navigazione con Safari. Inoltre, con la messaggistica potenziata e un sistema di ricerca con App Mappe migliorato, Big Sur è in grado di aiutarci a pianificare le nostre attività in maniera più puntuale e divertente. 

Centro di controllo nuovo, centro notifiche razionalizzato, un Safari potenziato e ridisegnato ma anche una migliore integrazione con i dispositivi mobile (basti pensare allo switch automatico per gli AirPods), sono solo alcune delle novità che ci aspettano aggiornando il nostro sistema operativo a Big Sur.

L’uscita di Big Sur non è ovviamente l’unica cosa di casa Apple che ha sorpreso positivamente il mondo informatico alla fine del 2020.

La rivoluzione dell’hardware: il chip M1

Sul web ormai è facile trovare videorecensioni che registrano le performance dei nuovissimi Mac forniti dell’innovativo chip M1. Performance accompagnate da stupore, sorpresa e genuina ammirazione.

Attualmente disponibile su Mac Mini, MackBook Air e MacBook Pro 13” il chip M1 ha lasciato sbalorditi in molti. Sbaglieremmo se pensassimo però al chip M1 come un semplice processore. L’intera architettura delle componenti è stata radicalmente trasformata per far spazio, se così si può dire viste le dimensioni nanometriche del chip, ad una maggiore integrazione tra le diverse componenti dell’hardware. Fiore all’occhiello di questa integrazione è il sistema UMA, di memoria unificata, per cui la memoria a banda larga e quella a bassa latenza sono state riunite in un singolo pool. Se la nuova architettura e la grandissima quantità di transistor (mai così tanti racchiusi in un unico chip) vi dovessero confondere, i numeri delle prestazioni dovrebbero lasciare poco spazio alle perplessità.

I test eseguiti usando FinalCut (software di editing video) e Adobe Lightroom (software di editing fotografico) dimostrano aumenti di velocità di elaborazione dalle 4 alle 7 volte più grandi rispetto ad un intel i7. 

Nuovo processore M1: rapporto prestazioni/consumi

La nuova architettura del M1 fa anche svettare Apple in cima alle classifiche nel rapporto Prestazioni/Consumi; addirittura raggiungendo il doppio della velocità rispetto ad una CPU classica con un quarto dell’energia consumata da quest’ultima. Sbalorditive poi le prestazioni grafiche; mentre nei comuni PC c’è bisogno di un processore dedicato (che richiede energia), nell’ M1 la GPU ad otto core integrata riesce ad ottenere, a parità di consumi, delle prestazioni da fuoriclasse. Ad attrarre l’attenzione anche dei più scettici del mondo Apple è però sicuramente il Neural Engine a 16 core dentro l’M1, che permette al computer di eseguire un numero di operazione che si aggira sugli 11 miliardi al secondo, rappresentando, di fatto, la base per un machine learning dalla velocità inaudita.

Le novità del mondo Apple possono difficilmente essere riassunte in pochi paragrafi; per questa ragione abbiamo pensato ad un webinar gratuito di un’ora condotto dal nostro docente Andrea Fasoli per farci vedere, online, tutte le innovazioni che Cupertino ha introdotto a fine 2020. Andrea Fasoli , Apple Certified Trainer e Technician – da tempo insegna in Espero e studia a fondo i prodotti di casa Apple; non perderti dunque questa opportunità per interagire con lui e rivolgergli direttamente delle domande in tempo reale!

 

Ciao,
come possiamo aiutarti?
Chat
Valutazione di Google
4.9
Basato su 126 recensioni