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DoAnt
Il "linguaggio" filmico e i suoi canoni, come quello del "montaggio invisibile", sembrano oggi superati sotto il profilo teorico e pratico. La ricerca si indirizza verso un "linguaggio" aperto, in grado di applicare nuove soluzioni (come lo split screen), combinando fra loro generi diversi (fumetti, fotografia, cinema...), e mescolando nuove e vecchie tecniche (piano sequenza, montaggio alternato, bianco e nero, effetti speciali...).
Oltre che nei campi tradizionali, questa apertura è anche alla base della narrazione video come attività di formazione e di gestione aziendale. Attraverso un approccio critico e alcune mirate esercitazioni, il corso aiuta a gettare uno sguardo verso una pratica di storytelling che valorizzi l'arte combinatoria e la forza espressiva del montaggio, al di là di ogni canone e forma istituzionale.
Durata: 2 giorni (in genere 2 sabati)
Il corso è rivolto a:
Il corso è rivolto a tutti coloro che vogliono stabilire un approccio ai temi del linguaggio filmico e dei suoi mutamenti, per cercare soluzioni innovative ma dotate di senso: montatori e videomaker che operano in ambito creativo, professionale o hobbistico; fotografi che eseguono piccole produzioni e lavori di montaggio; studenti del settore che intendono proporsi sul mercato del lavoro.
Prerequisiti:
Conoscenza base di Final Cut o di analoghe applicazioni di montaggio video professionale o semiprofessionale.
Per chi non avesse tali conoscenze di consiglia la partecipazione a uno dei seguenti corsi:
- Final Cut Pro 7 pronti ... via! e Final Cut Pro 7 Intro
- Premiere CS5 base
Alla fine del corso il partecipante sarà in grado di:
Costruire e riconoscere una propria sensibilità e un proprio stile narrativo, impiegando metodologie critiche, non istituzionali, attraverso
- operazioni di valutazione, découpage e remixage
- l'applicazione di specifiche categorie al montaggio: comunicazione/narrazione, referenzialità del messaggio, assi sintagmatici/paradigmatici, rapporti fra discorsi: compositivo/narrativo/immaginario)
- la scelta e l'impiego, anche contemporaneo, di diversi codici: lingua, immagini fisse, in movimento, fumetti, ecc.
- l'articolazione di nuove costruzioni di “senso” ricombinando soluzioni classiche e nuove (continuità, 180, scavalcamenti, split screen, invisibilità ed evidenza, tagli, persistenze, ritmi, picture in picture, combinazioni fra inquadrature, composizioni, ecc.).
Argomenti trattati:
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Prima parte. Il montaggio della nostra epoca riarticola il linguaggio.
- Definizione di linguaggio e asse temporale della narrazione. Corrispondenze biplanari, inquadrature e stacchi. Asse sintagmatico e asse paradigmatico. Significati e significanti: l’immagine non racconta se qualcuno non la fa parlare.
- GULP! Fumetto e montaggio, il binomio di un asse narrativo. Uno sguardo non convenzionale al rapporto fra fumetti e narrazione filmica. Il giornalismo a fumetti. Fumetti e discipline scientifiche. Il virus istituzionale dei fumetti istituzionali. Eroi convenzionali e super eroi. Senza saper disegnare.
- Storytelling a Wall Street e dintorni. L’esplosione del racconto come tecnica di gestione manageriale. L’azienda “narrativa”. Sincopatie del Web e operazioni simbiotiche del social network. Inglobameno del soggetto Vs narrazione. Produzione e distribuzione: nuove frontiere ma il problema rimane.
- Esercitazioni. da Kulesov alle tecniche Ken Burns: Gulp!, il signor Rossi in Storytelling
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Seconda parte. Crollano i tabù: montaggio visibile e invisibile, intrecci e pastiche.
- Coerenza, figure retoriche e rotture nella visione. Il trailer come genere (stereotipato?). Raccontare (di nuovo), la storia più banale del mondo e catturare lo spettatore. Lo split screen inchioda il linguaggio alle sue responsabilità. Psicologia ed estetica dello split screen. I veri nuovi effetti speciali: piano sequenza, cinema muto e bianco e nero? Nuovi effetti in vecchi linguaggi.
- Silenzi ed esplosioni nella colonna sonora: perchè nulla è ciò che appare. Il silenzio come struttura del racconto. Montaggio sui picchi d’onda? Non è detto che il caso non abbia la sua parte. Lo statuto dell’ascolto e lo statuto della visione.
- Creatività senza vincoli e risorse. Un film in sede di montaggio, senza sceneggiatura e senza risorse?
- Esercitazioni. Il montatore “007”, ovvero: licenza di usare tutto e di infrangere la legge, pur di raccontare una storia che non c’è
Per completare la tua preparazione:
Successivamente per chi voglia conoscere le tecniche avanzate con Final Cut Pro o con Premiere si consiglia la partecipazione al corso Final Cut Pro 7 avanzato o Premiere CS5 avanzato
Docente:
Alberto Pian è insegnante, pubblicista, pioniere e sperimentatore dei linguaggi multimediali audio video, conduttore dei seminari di narrazione non istituzionale presso il Master di e-learning dell’Università della Tuscia, ed Apple Distingushed Educator.
Note: si consiglia di portare una chiave USB o un CD-Rom masterizzabile per copiare/masterizzare i lavori realizzati durante le esercitazioni in aula.
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